Tutto l’anno aiutiamo le Aziende a fare comunicazione social per aumentare la loro brand awarness e generare engagement. L’ultimo giorno di lavoro prima della pausa estiva (riapriamo il 30 di agosto), lo vogliamo invece chiudere con questa immagine e con un diverso tipo di messaggio che abbiamo lanciato sui social.

 

La foto del nostro Lorenzo Terraneo è bella, ma non raffigura una fortuita e colorata casetta per un timido minuscolo pesce. Rappresenta lo stato odierno del rapporto che ha l’uomo con il mare. Quella lattina il cui contenuto è stato bevuto in 5 minuti, resterà nel mare per i prossimi 100 anni.

Ci auguriamo che quest’estate finalmente le persone prendano coscienza che si può e si deve agire ora per evitare la catastrofe. La domanda del singolo è sempre la stessa: cosa mai potrei fare nel mio piccolo? Tutto! Dare inizio ad un’onda umana fatta di nuovi comportamenti personali capaci di contagiare quello di amici, parenti, conoscenti per arrivare ad uno tsunami che modifichi la coscienza collettiva in breve tempo. Non basta evitare di sporcare direttamente la spiaggia con una cartaccia, donare 5 euro ad un’associazione e indignarsi. Bisogna modificare le abitudini, valutare ogni singolo atto di acquisto per dare la precedenza a ciò che è sostenibile per la natura. Quindi il meno possibile (se non zero) pesce nei nostri piatti, visto che andando avanti così tra solo 31 anni (2048) il mare sarà zona praticamente priva di vita. Minor consumo possibile di plastiche e materiali usa e getta. Attenzione a tutto ciò che si acquista e consuma, per non alimentare la produzione di tutti quei mercati che contribuiscono incessantemente a generare materiali e sostanze che rimarranno per millenni ad inquinare il pianeta. A furia di sentire “urlare al lupo” siamo diventati sordi e indifferenti, è questo il grosso problema. Mettere un like o condividere una denuncia ci fa sentire come se avessimo fatto davvero qualcosa di rilevante e sufficiente.  Ma non abbiamo più tempo per “filosofeggiare”, i nostri mari stanno visibilmente morendo. Si stanno spopolando a ritmi vertiginosi e sono diventati già in molte zone inospitali come nel Pacifico, ridotto ad un quasi desertico immondezzaio di plastiche e radioattivo.

Quindi il nostro messaggio per te che sei arrivato a leggere fin qui è semplicemente quello di valutare serenamente da adesso l’impatto di ogni tua azione di consumo in termini di conseguenze prodotte verso l’ambiente e quindi verso il mare, per correggere le abitudini sbagliate. L’importante è iniziare dalle piccole cose che si possono fare, perché poi queste portano a grandi cose.

Se sei d’accordo con noi, condividi con altri questo nostro obiettivo per quest’estate, aggiungendoci non solo un commento ma testimoniando il nuovo “agire” magari con una foto delle tue nuove abitudini utilizzando  #2017sipuofareperilmare