A volte può essere necessario attivare il diritto di rimuovere l’associazione del proprio nome da un contenuto divenuto inadeguato nel tempo, ma ancora presente negli archivi di motori di ricerca e siti web. Con partner legali qualificati, assistiamo le persone in questa delicata fase.

Cos’è il Diritto all’oblio?

Il Diritto all’Oblio è il diritto spettante ad ogni cittadino di richiedere la cancellazione o l’aggiornamento di una notizia che lo riguardi in prima persona. Rientra tra i diritti inviolabili dalla Costituzione e sancisce il diritto di ogni individuo ad essere dimenticato e a non essere più ricordato per quei fatti che siano stati oggetto di cronaca in passato, destinati a ritornare nella sua sfera privata.

Diritto all'oblio

l diritto all’oblio su Internet

Un contenuto su Internet ha una vita molto più lunga di un articolo sulla carta. Con la digitalizzazione, infatti, i blog, i siti generalisti e portali di informazione rendono disponibili tutti gli articoli pubblicati negli anni passati. Un altro problema è rappresentato dal fatto che se le notizie fossero conservate solamente all’interno dei rispettivi siti delle testate, continuerebbero ad essere disponibili solamente mediante una ricerca mirata all’interno della pagina stessa, ma l’avvento dei motori di ricerca ha consentito di rendere le notizie di pubblico dominio semplicemente svolgendo una ricerca con il nome del soggetto interessato: in questo modo le persone che in passato (a volte anche molto remoto) siano stati oggetto di vicende giudiziarie, per esempio, rischieranno di vedere il proprio nome associato alla vicenda, sia essa risolta, scontata o anche giudicata non veritiera dagli organi competenti, compromettendo la reputazione del soggetto.

Per questo, il diritto all’oblio è stato anche definito come il diritto a non restare indeterminatamente esposti ai danni ulteriori che arreca al proprio onore e alla propria reputazione la reiterata pubblicazione di una notizia in passato legittimamente divulgata.

 

Perché esercitare il diritto all’oblio?

Se il contenuto datato lede ingiustamente l’immagine della persona, si parla di tutela del diritto all’oblio, ovvero della possibilità di rimuovere l’associazione del proprio nome dal contenuto divenuto inadeguato.

 

Servizi di Futuraweb per la Tutela Giuridica del Diritto all’oblio in Internet

Avvalendoci del supporto dello Studio Legale Fabio Ray, offriamo servizi di assistenza per la tutela del diritto all’oblio nei confronti di:

  • Siti di testate giornalistiche
  • Altri siti (blog, testate non registrate, forum, etc..)
  • Motori di ricerca (Google)
  1. Esame e valutazione della fattispecie e consulenza in merito alla migliore strategia giuridica da adottare.
  2. Predisposizione e redazione di una diffida al titolare dei contenuti, ossia il giornale web, piuttosto che ai motori di ricerca: di fatto depositari, ciascuno per la parte di propria competenza, di un ruolo attivo relativamente alla de-indicizzazione e cancellazione dei dati.Questa operazione è finalizzata a:
    1) rimuovere e/o rettificare la pagina e/o l’articolo
    2) intervenire sui tag che ne consentono l’indicizzazione
    3) rimuovere il nome del soggetto citato (coi relativi tag)
  3. Instaurazione del procedimento civile in via d’urgenza ex art. 700 c.p.c. (che, attenzione, non consente però la richiesta di risarcimento), sussistendone i presupposti, piuttosto che del giudizio civile ordinario.
  4. Predisposizione del ricorso al Garante della Privacy le cui misure sanzionatorie rappresentano una valida alternativa alla giustizia ordinaria.

 

Normativa Italiana relativa all’esercizio del diritto all’oblio.

Legge n. 47 del 1948 (legge sulla stampa): Rettifica di notizie non veritiere per i direttori di testate giornalistiche Art. 8. Riportiamo il comma1: Il direttore o, comunque, il responsabile è tenuto a fare inserire gratuitamente nel quotidiano o nel periodico o nell’agenzia di stampa le dichiarazioni o le rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini od ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro dignità o contrari a verità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto suscettibile di incriminazione penale.

Ddl 1415° (11 giugno 2009): all’interno del decreto sulle intercettazioni, il comma 28 dell’art. 1 indica che il responsabile di ogni sito informatico abbia gli stessi obblighi previsti, dalla Legge sulla Stampa, per i direttori di testate giornalistiche, ovvero quello della rettifica di notizie non veritiere.

Ddl Diritto all’oblio (20 maggio 2009): l’On Lussana ha presentato una proposta di legge per garantire ai cittadini sottoposti a procedimenti penali il diritto all’oblio una volta trascorso un determinato lasso di tempo, riguardante immagini, dati e notizie i quali non devono più essere a disposizione di chiunque.

Art. 7 d.lgs. n.196 del 2003: dispone che ogni soggetto abbia il diritto di sapere in ogni momento chi sia in possesso dei propri dati personali e quale sia l’utilizzo che intenda farne, potendo opporsi al loro trattamento tramite richiesta di rimozione, rettifica o aggiornamento.

Normativa europea relativa all’esercizio del diritto all’oblio:

Con la sentenza del 13 Maggio 2014 la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha sancito nella controversia n. C-131/12 il diritto delle persone fisiche a vedersi garantito l’oblio da parte dei motori di ricerca. Questo significa che i cittadini europei hanno il diritto di richiedere che alcune informazioni siano rimosse se queste sono “non adatte, irrilevanti o non più rilevanti”.

Regolamento UE n. 2016/679

il 4 maggio 2016 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale Europea il Regolamento UE n. 2016/679 che entrerà in vigore il 25 maggio 2018. Tale Regolamento si inserisce all’interno di quello che, insieme alla Direttiva 2016/680, è stato definito il “Pacchetto europeo protezione dati”.[43]

Sullo specifico argomento è di notevole interesse la previsione esplicita del diritto all’oblio (art. 17 – diritto alla cancellazione), che la precedente Direttiva 95/46/CE prevedeva nell’ambito dell’art. 12 (diritto di accesso) – nel preambolo dello stesso regolamento il diritto all’oblio è già oggetto di ben tre “considerando”.

L’art. 17 disciplina chiaramente i casi in cui deve essere effettuata la cancellazione su richiesta dell’interessato che il titolare del trattamento deve obbligatoriamente concedere “senza ingiustificato ritardo” ma, In ogni caso, l’esercizio di tale diritto non è aprioristicamente incondizionato: l’art 17 del nuovo Regolamento enuclea infatti, nell’ottica di un ragionevole bilanciamento dei diritti, una serie di ipotesi in cui il diritto all’oblio cede il passo a principi parimenti meritevoli di tutela (Ne sono esempi, il caso in cui il trattamento sia necessario per l’esercizio del diritto alla libertà di espressione e di informazione o quello in cui, invece, il trattamento costituisce l’adempimento di un obbligo legale).