Il vecchio atteggiamento di ottimizzazione, che puntava solamente sulla scelta e l’utilizzo di una determinata parola chiave all’interno di una pagina del nostro sito, è un metodo che ad oggi non va più bene. È necessario agire in maniera totalmente diversa per sviluppare e strutturare contenuti e siti web.

Quando si parla di posizionamento sui motori di ricerca è fondamentale capire cosa l’utente sta cercando realmente, qual è il suo intento di ricerca, si parla infatti di search intent.

Il search intent (o intento di ricerca) è il “motivo reale”, per il quale un utente effettua una ricerca su Google. Si tratta, quindi, di ciò che l’utente si aspetta di trovare nelle pagine dei risultati e per questo è importante capire come il motore di ricerca risponde a tale esigenza, in modo da ottimizzare un sito e i suoi contenuti.

search intent


Capire il search intent dei nostri clienti

Ogni giorno milioni di persone effettuano ricerche sul web e lo fanno principalmente per soddisfare un reale bisogno:

• informarsi
• visualizzare un preciso sito web
• richiedere servizi
• acquistare prodotti

In termini di SEO l’intento equivale, quindi, alla scelta di parole chiave che rispondano al meglio ai bisogni dell’utente, i quali possono essere classificati in quattro categorie di query, divise in base all’intento di ricerca:

1. Navigazionale: l’utente sa esattamente cosa sta cercando, ha lo scopo di individuare uno specifico sito o pagina web e lo fa digitando su Google il nome del dominio o del brand in questione.
2. Informazionale: l’utente non ha le idee chiare su cosa sta cercando e cerca informazioni su un argomento generico al fine di imparare qualcosa dalla lettura di contenuti sul web.
3. Transazionale: l’utente ha lo scopo di completare una transazione sul web che riguardi l’acquisto di un prodotto, la richiesta di informazioni su un servizio o il download di un documento.
4. Indagine commerciale: l’utente ha l’intenzione di acquistare qualcosa online, ma necessita di tempo per raccogliere informazioni prima di fare la propria scelta.

Query geo-localizzanti e geo-modificanti

Inoltre quando si parla di attività a livello locale, sono due i fattori che in linea di massima, influiscono sul posizionamento di una pagina, quelli geo-localizzanti e quelli geo-modificanti.

Le query geomodificate sono composte da una o più keywords e un termine geografico, che può avere attinenza o meno con la posizione geografica dell’utente. Per fare un esempio pratico, se una persona si trova a Roma ed effettua la ricerca “ristorante Milano” , la query di ricerca attiva comunque il Local Pack.

Per quanto riguarda le ricerche geolocalizzate, sono quelle che rimandano a risultati influenzati dalla posizione geografica, senza che questa venga inserita nella query di ricerca. Quindi se la persona in questione si trova già a Milano basta effettuare la ricerca scrivendo semplicemente “ristorante” o “ristorante qui vicino”.

 

Search intent e Content Strategy

In genere il search intent deve essere individuato durante la creazione del sito. Infatti la selezione delle parole chiave per cui ottimizzare il sito è importante, ma lo è anche comprendere qual’è lo scopo di ogni pagina.

Una volta definita l’intenzione della singola pagina, è possibile strutturare una strategia dei contenuti stabilendoquindi, quali e quanti contenuti bisogna produrre per il sito web da posizionare.

Con l’implementazione degli algoritmi avvenuta nel 2013, le ricerche di Google cominciarono a rispondere a criteri semantici. In particolare la semantica è quella parte della linguistica che studia il significato delle parole, degli insiemi delle singole lettere, delle frasi e dei testi.

Grazie alla semantica SEO si ha una più ampia scelta di parole da utilizzare per il posizionamento.

E se è il significato delle parole a favorire il posizionamento, allora scrivere dando “senso” vuol dire informare realmente le persone, dunque offrire un numero maggiore di possibilità per raggiungere lo scopo stesso.

Search intent e risultati di ricerca su Google

Riuscire a capire chi sono i propri utenti e cosa vogliono esattamente, consente di creare contenuti e pagine di destinazione che soddisfano meglio le loro esigenze. Inoltre Google è in grado di riconoscere e posizionare in prima pagina i contenuti che rispondono meglio all’intento di ricerca dell’utente in merito ad una specifica query.

Assicurati, dunque, che i tuoi contenuti siano informativi se le persone cercano informazioni e conduci gli utenti alle tue pagine di vendita se invece sono inclini all’acquisto di uno dei tuoi prodotti o servizi.
Non si puo’ improvvisare la comprensione del search intent, ma richiede molta esperienza e buone capacità di adattarsi anche ad argomenti che non si conoscono in maniera approfondita.

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