Nelle scorse settimane abbiamo parlato della necessità di creare un calendario per gestire le proprie attività sui social, individuando 5 vantaggi:
1. Consistenza
2. Tempismo
3. Aspettativa
4. Archivio storico
5. Sistematicità

In questo articolo affrontiamo in modo più completo il discorso relativo alla sistematicità, elencando i consigli più noti su come organizzare le proprie pubblicazioni sui canali con frequenza regolare. Per questo utilizzeremo delle proposte di “schemi” che servono a bilanciare le diverse tipologie di post: nostri, di terzi, promozionali.

Il motivo per cui dobbiamo evitare di pubblicare solo contenuti proprietari è semplice: rischiamo di risultare troppo autorefenziali o troppo selling-oriented, e soprattutto di non generare/condividere contenuti utili e di qualità (che poi è il vero fattore chiave del successo di qualsiasi post, che ci qualifica rispetto agli altri, come sappiamo).
Condividere contenuti rilevanti (e scelti attentamente) di terzi invece ci risparmia tempo, ci inserisce in un “network”, ci fa promotori di contenuto di qualità agli occhi della community.
Il terzo comune denominatore a questi schemi è la limitazione dei post che contengono offerte e più in generale call to action a pagine (nostre, o anche di terzi) che mirano a “vendere” qualcosa, quand’anche fosse una risorsa gratuita. A nessuno piace avere la propria bacheca, così come la propria casella di posta, fitte di messaggi promozionali non richiesti: anzitutto i social vengono usati per informarsi, intrattenersi, divertirsi. Da qui l’esigenza di variegare la propria offerta di contenuti, anche se si è uno store online.

Il secondo step per una buona schedulazione, poi, dovrebbe essere quello di dividere i post in prioritari/urgenti e secondari in base all’importanza. Per brevità possiamo far rientrare in questi ultimi citazioni, retweet, le note personali di cui sopra. Ossia ciò che non è direttamente strategico all’obiettivo ma è una “polpa” di contenuto che ci permette di alimentare il nostro social stream, e di presentarci come “persone” con una identità, un insieme di valori etc. Veniamo agli schemi di cui parlavamo, tenendo presente sempre che sono delle indicazioni e mai dei dogmi.

Come schedulare i contenuti nei canali social media

5-3-2
Oltre a richiamarci il classico catenaccio nel calcio, nel #SMM è una famosa schedulazione proposta da TA McCann di Gist. Nello specifico, lo schema propone, su ogni 10 post, di suddividerli nel seguente modo:
– 5 post condivisi da altri (rilevanti per l’argomento o per il pubblico)
– 3 contenuti scritti da noi in merito al tema
– 2 post non strettamente correlati all’attività lavorativa o al brand (divertenti, oppure il racconto di un episodio o un pensiero personale)

30-60-10
Rallyverse addirittura la definisce “regola d’oro”:

– 30% contenuti autoprodotti
– 60% contenuti di terzi rilevanti per il nostro brand/tema/target
– 10% post promozionali o call to action verso nostre iniziative

4-1-1
Questo schema mira sempre a bilanciare i tre tipi di pubblicazione fondmentali (condivisione di contenuti terzi, contenuti propri, ricondivisioni):
– 4 condivisione di contenuti di terzi
– Per 1 contenuto autoprodotto (anche promozionale), 1 ricondivisione di post vecchi di terzi.

Diversificare il contenuto dei post nei social network

Andiamo ora ad autorefenzializzare la tipologie base di contenuto dei post:

  • Link / Call-to-action
  • Immagini
  • Video
  • Testo
  • Citazioni
  • Domande
  • Ricondivisioni pure

Infografica frequenza post social mediaOra, è vero che in genere tendiamo ad unire testo e foto, e sappiamo tutti quanto siano più efficaci i post che contengono (anche solo) immagini e video. Ma nella nostra programmazione settimanale e mensile, per ogni canale, dovremmo cercare di creare quel giusto mix, per cui per ogni 4-5 condivisioni di foto, ad esempio, impegniamoci a fare una domanda o un retweet secco.

Frequenza e orari per pubblicare sui social

I suggerimenti di Constant Contact di due anni fa restano ancora validi per molti, suffragati dai risultati di analisi molto più recenti. Per riassumere indichiamo i numeri massimi di condivisione per giorno.

  • Twitter: 5 / giorno
  • Facebook: 2 / giorno
  • Google Plus: 2 / giorno
  • Pinterest: 2 / giorno
  • Instagram 2 / giorno
  • LinkedIn: 1 / giorno

Per quanto riguarda gli orari sono stati scritti i proverbiali fiumi d’inchiostro. Come spesso capita in questi casi le abitudini di una nazione non valgono esattamente per un’altra, quindi è saggio usare il condizionale, e testare, monitorare, verificare i risultati e adeguarsi in conseguenza di messaggio e target. Anche il buon senso suggerisce che in base al contenuto e al nostro pubblico sarà più adatto un canale, e all’interno di questo alcuni orari sono più consigliabili.

  • Facebook. Prima delle 8, intorno alle 12, dopo le 17
  • Twitter. Meglio di giorno
  • Google Plus. Mattino
  • LinkedIn. Evitare orario lavorativo (8-18)
  • Pinterest. Dopo pranzo, dopo cena

Il consiglio nostro è di crearsi una griglia giornaliera con gli orari di pubblicazione sui diversi canali social.

FbG+TwLnPnIn
8-11111
12-1511111
16-1811
19-2211

 

L’importante è la ripresa

Quello che è veramente importante, al fine di massimizzare l’efficacia e la diffusione dei vostri contenuti, è riprendere gli stessi in momenti successivi, su diversi canali, con messaggi differenti. Le statistiche infatti dimostrano che è molto più profittevole ricondividere e promuovere post esistenti rispetto a creare nuovi contenuti.

FbG+TwLn
Giorno 1111
Giorno dopo1
5gg dopo11
10gg dopo11
20gg dopo11
30gg dopo111