Le ‪‎‬‬PMI italiane utilizzano troppo poco le ‪‬‬tecnologie dell’informazione rispetto alla media europea: la digitalizzazione delle imprese avviene in modo troppo lento. Rimane purtroppo ancora una delle evidenze confermate nel rapporto Assinform e Confindustria “Il Digitale in Italia nel 2016”.
“Le piccole e medie imprese, che costituiscono il 99% del nostro tessuto produttivo e contribuiscono a più del 50% del PIL, così come gran parte della Pa, continuano a rimanere ai margini dell’evoluzione digitale” ha dichiarato Agostino Santoni, presidente di Assinform.

Si è parlato molto in questi mesi di digital transformation e di digitalizzazione delle imprese italiane: naming nuovo, elegante ed esterofilo per un’esigenza quasi antica, se rapportata ai tempi e alle velocità con cui le cose cambiano nel mondo ICT.

Le #pmi non riescono a stare al passo con la digitalizzazione. La sfida #DigitalTransformation Condividi il Tweet

A fine 2015 i dati Istat non erano incoraggianti, o quantomeno rilevavano un miglioramento troppo lento rispetto alle attese.
• Il 70,7% delle aziende con minimo 10 dipendenti ha un sito web (69% nel 2014);
• 1 impresa su 4 ha sul proprio sito almeno un link a un profilo social
• Il 37,3% utilizza un social media (32% nel 2014)

Assinform Il digitale in Italia nel 2016

 

Trasformazione digitale non significa solo trasferire da carta a schermo. Significa un modo nuovo di essere, fare e comunicare l’azienda. Questa evoluzione (se non vogliamo parlare di trasformazione) può interessare, all’interno, tutti i processi e i reparti produttivi; verso l’esterno il proprio modo di relazionarsi con il mondo, diversificarsi rispetto ai concorrenti, attrarre nuovi clienti. Come ha affermato Elio Catania, Presidente di Confidustria Digitale, “al centro vi sono le PMI italiane che, per allinearsi ai livelli di competitività e produttività europei, devono capire la necessità di mettere mano ai processi produttivi in modo più rapido, energico e completo”.

Parliamo di e-commerce. Alla fine del 2014, si contavano circa 650mila store online in Europa, 3,7 miliardi di accordi commerciali online ogni anno e 2 milioni di offerte di lavoro. In questo scenario, i paesi mediterranei rappresentano, insieme, una quota poco superiore al 11% di tutta la torta europea.

A prescindere dall’opportunità di incentivi e bandi pubblici, Futuraweb dal 2002 è sempre stata al fianco delle piccole e medie imprese con un approccio consulenziale e strategico per offrire soluzioni ICT sia on budget sia, soprattutto, che avessero l’obiettivo strategico di “estendere il brand online”: il nostro pay off quando siamo nati.

Per questo da sempre proponiamo, anche e soprattutto utilizzando tecnologie open source all’avanguardia al fine di contenere i costi, soluzioni web che garantiscono: efficienza, velocità, modularità, flessibilità, facilità di customizzazione, bassa curva di apprendimento.

Richiedendo un check up gratuito della tua comunicazione online o dei processi produttivi interni, potremo verificare insieme quali fattori di business critici possono essere migliorati in una strategia sul piccolo-medio periodo.