L’errore più comune che un’Azienda commette nella sua social media strategy è senza dubbio quello di ostinarsi a parlare solo di sé, dei suoi prodotti e dei suoi servizi.

Anche se comprensibile, è il peggior errore che si possa commettere. Significa rimanere ancorati alla comunicazione aziendale dell’era pre-social. L’azienda comprava spazi sui mezzi e “imponeva” le sue comunicazioni alle persone. Ora parliamo in un ambiente in cui a produrre, e ricevere, “comunicazione” sono le persone stesse. In questo contesto, se i nostri contenuti non risulteranno interessanti, semplicemente non saremo letti, seguiti, commentati e condivisi.

Facciamo quindi un passo indietro e riguardiamoci alcune definizioni.
Le reti di persone sono: “Strutture comunicative complesse costruite intorno ad obiettivi condivisi”.
I social network: “Sono generati da individui che, connettendosi in rete, convergono da un punto di vista relazionale su un qualche tipo di interesse o di funzione comunicativa”, ovvero condividendo qualcosa di sé e della propria identità, o risorse che si possiedono.

Le Aziende quindi devono adeguarsi al contesto in cui hanno scelto di comunicare la loro esistenza e dire qualcosa di interessante o utile per gli individui con cui vogliono entrare in connessione. O, come qualcuno sostiene, produrre “valore sociale”.

Se la bussola dei nostri post quindi deve essere la produzione di contenuti vicini alle persone, rilevanti o anche semplicemente divertenti e piacevoli, non per questo dobbiamo rinunciare a parlare della nostra Azienda.

A monte, diventa dunque fondamentale avere una chiara pianificazione della propria strategia social media (in questo articolo abbiamo affrontato come schedulare la propria attività di social media marketing, e una chiara definizione del proprio pubblico in base agli obiettivi di marketing (leggi la nostra introduzione al concetto di “personas”).

Un interessante suggerimento ci arriva da una regola che molti definiscono aurea. Più che un algoritmo matematico, La “regola dell’80/20”  ci ricorda che solo una parte minore dei post (il 20%) potrà essere “autoreferenziale” (es. parlare dei prodotti, di offerte speciali, di nuovi servizi). Il resto dovrà interessare e far parlare le persone, attraverso informazioni rilevanti per il settore, suggerimenti da parte di esperti o contenuti per l’intrattenimento. Su questo 80% di contenuti, si dovrà quindi concentrare la content strategy dell’Azienda per supportare una strategia di socia media marketing di successo.

L’obiettivo, dunque, è veicolare la maggior parte dei nostri post, con tipi di contenuto:

  • Interessante
  • Divertente
  • Informativo
  • Formativo
  • Emozionale
  • Coinvolgente

Non è più il momento temere di rivelare troppe informazioni, o avvantaggiare i concorrenti, o dire cose sbagliate. Solo se utili, risolvono un problema, o sono divertenti, i post possono realmente creare valore per l’Azienda.

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